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Libri: Alfort Youga Shiten

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Alfort è un team di artisti, illustratori e customizzatori composto da Miyuki Odani, Aya Fujimoto, caolu, chai e Naito Yamada.
Proponendosi come una fittizia compagnia di ballo (”a fancyful ballet theatre” è il loro payoff), Alfort ha tenuto alcune mostre presso Galley LELE a Tokyo, tra cui l’interessante “the lost children of the carnival”.

Il primo settembre 2007 è stato pubblicato da CWC Books/Hobby Japan Alfort Youga Shiten (”Il negozio di dolci Alfort”), un libro fotografico di 88 pagine, formato 180×198 mm, che raccoglie immagini dolci e un po’ misteriose di bellissime Blythe vintage e cibo: cappellini di paglia a forma di crostata e ciambelle, macaroon come dischi volanti multicolore, barattoli di marmellata, torte a sorpresa, souvenir di gelatina, cucine imbrattate di panna e una poetica “Blythe in the moon“.

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Chiudono il libro una raccolta di ricette e un cartamodello per realizzare e decorare una borsa a forma di dolce di natale in cui trasportare le proprie Blythe.
(In giapponese. )

Per maggiori informazioni:
Alfort Theatre - il sito di Alfort
Alfort Youga Shiten @ Alfort Theatre

(Thank you Alfort for letting us reproduce the sample pictures!)

BLYTHE is a trademark of Hasbro. ©2007 Hasbro.All Rights Reserved.
BLYTHE character rights are licensed in Asia to Cross World
Connections,Ltd.Licensed by Hasbro.

Blythe: fondamenti.

Blythe 101

Correggiamo un misconcetto su Blythe: non è giapponese, se non per adozione.

Blythe è stata ideata tra il 1970 e il 1972 da Marvin Glass & Associates di Chicago, uno studio tra i più importanti nel campo dello sviluppo e design di giocattoli.
Alison Katzman si occupò del design, Gordon Barlow inventò il meccanismo che permette di cambiare colore e orientamento gli occhi, i modellisti di Marvin Glass & Associates realizzarono gli stampi per la produzione di testa e corpo basandosi sulle sculture di Katzman.
La ditta di giocattoli Kenner Products di Cincinnati, Ohio - quella del Play Doh e di tanti giocattoli di Star Wars - produsse Blythe nel solo 1972: fu un flop da manuale e la deliziosa bambolina macrocefala uscì di produzione nel giro di un anno.
Oltre che negli USA, in quel breve anno Blythe fu distribuita anche in Gran Bretagna, Australia e, col nome di AiAi Chan, Giappone. In nessuno di questi paesi riscosse maggior successo.

Alison Katzman racconta di essersi ispirata a due cose nella definizione di Blythe e delle sue sproporzioni: la predilezione delle bambine per bambole con tanti capelli folti da pettinare, e il personaggio dei cartoon Betty Boop.
Per dare alle bambine anche molto piccole la possibilità di apportare facilmente cambiamenti estetici alla propria bambola, Katzman e Barlow idearono il meccanismo a cordicella per cambiare colore agli occhi.

Il revival di Blythe, quello sì, è nato ed evoluto in Giappone.
Trainata dalla pubblicazione di This is Blythe di Gina Garan e dai video pubblicitari del grande magazzino Parco, questa bambola passata inosservata nel ‘72 nel 21° secolo è stata adottata e interpretata dai collezionisti e crafter giapponesi, con un equilibrato approccio a base di gusto per il vintage, carineria, richiami pop e una giusta dose di humor nero.

Per maggiori info su Blythe:
www.blythedoll.com (in giapponese e inglese)
www.thisisblythe.com (in inglese)
www.blythe.it (in italiano)